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Espansore palatale e asse visivo: un'osservazione clinica dallo screening scolastico
Deviazione dell’asse pupillare rilevata con refrattometro 2WIN in bambini portatori di espansore palatale rapido. Un’osservazione clinica emersa dallo Screening della Funzione Visiva 2026 — Elena Spigno, Optometrista funzionale, Per Piccoli Passi Sardegna ODV.
Dalla quantità alla qualità: il filo conduttore
In un precedente articolo pubblicato su L’Oculista Italiano (Occhio, cervello & corpo, 2025), chi scrive ha proposto un cambio di prospettiva nella valutazione visiva in età evolutiva: la visione non è un sistema ottico statico che si misura in decimi, ma un processo attivo e dinamico che coinvolge la comunicazione tra occhio, sistema nervoso centrale e risposta motoria. Avere una buona visione non vuol dire avere semplicemente un’acuità visiva di 10/10, ma trarre significato da ciò che si vede.
Quel principio è anche il fondamento dello Screening della Funzione Visiva 2026, promosso dall’Associazione “Per Piccoli Passi” Sardegna ODV con il contributo della Fondazione di Sardegna: uno screening progettato non per misurare quanto un bambino vede, ma per valutare come vede.
È proprio durante questo tipo di valutazione che è emersa l’osservazione clinica oggetto del presente articolo: un pattern di deviazione dell’asse visivo nei bambini portatori di espansore palatale rapido.
Il collegamento anatomico: mascella e orbita
La sutura zigomatico-mascellare, la fronto-mascellare e la naso-mascellare non sono confini anatomici passivi: sono linee di trasmissione delle forze meccaniche. Quando un espansore palatale rapido applica una forza ortopedica alla volta palatina, quella forza non si ferma al palato. Sale attraverso i pilastri mascellari, coinvolge le suture circumascellari e raggiunge la cavità orbitaria, modificandone potenzialmente il volume e la geometria.
Questo collegamento è documentato in letteratura. Studi con tomografia computerizzata a fascio conico (CBCT) hanno dimostrato che l’espansione palatale rapida aumenta il volume orbitario e la larghezza anteriore della cavità oculare. Un case report pubblicato sul Journal of Medical Case Reports (Giannì et al., 2013) ha documentato un miglioramento dello strabismo in un’adolescente trattata con espansore di Haas — senza alcun intervento oftalmologico.
L’osservazione clinica: Porto Torres, screening 2026
Nell’ambito dello Screening della Funzione Visiva 2026, sono stati valutati 253 bambini di terza classe della scuola primaria in 14 plessi scolastici della Sardegna. Nel plesso di Porto Torres, durante la somministrazione del refrattometro binoculare 2WIN, l’optometrista ha notato un pattern ricorrente: i bambini che riferivano di portare un espansore palatale rapido presentavano una deviazione dell’asse visivo più marcata rispetto agli altri, con una componente verticale inusuale.
L’osservazione è stata condivisa con il medico oculista del team, Dott.ssa Marina Peralta, che ha confermato i dati strumentali. È stato il confronto tra le due prospettive professionali a orientare l’ipotesi verso l’espansore palatale come possibile fattore meccanico.
Questo è un esempio concreto del valore del lavoro in team: l’optometrista porta la competenza sulla funzione visiva; l’oculista porta la competenza sulla salute oculare. Insieme, vedono ciò che ciascuno da solo non avrebbe visto.
I dati: asse orizzontale e frecce verticali
Dei bambini valutati nel plesso di Porto Torres, 17 hanno mostrato un disallineamento pupillare rilevato dal 2WIN.
| Parametro | Media | Range |
| Asse orizzontale OD | 4,7° | 2,0° – 8,4° |
| Asse orizzontale OS | 3,9° | 1,1° – 7,3° |
| Asse verticale OD | 1,1° | 0,0° – 4,2° |
| Asse verticale OS | 1,0° | 0,0° – 3,5° |
Il pattern dominante è la deviazione concordante verso l’alto (59%): entrambi gli occhi risultano spostati in senso craniale. Il 24% presenta invece un pattern discordante — OD verso l’alto, OS verso il basso — che potrebbe riflettere un’espansione asimmetrica del palato.
La lettura della foto 2WIN: oltre i gradi
Il 2WIN non si limita a misurare la deviazione in gradi. Restituisce un’immagine con puntini colorati sovrapposti all’asse visivo:
Puntino verde al centro: fissazione stabile in fovea. Nella norma.
Puntini blu o rossi staccati dal verde: difficoltà di mantenimento della fissazione foveale — Disprassia Oculare. Si manifesta clinicamente con difficoltà attentive, di concentrazione e di elaborazione visiva.
La deviazione orizzontale: quando gli occhi tirano in direzioni opposte
Nel caso illustrato dal referto, la deviazione orizzontale è particolarmente significativa: l’occhio destro (OD) mostra una deviazione di 8.6° verso sinistra, mentre l’occhio sinistro (OS) mostra una deviazione di 4.5° verso destra. I due occhi tirano in direzioni orizzontali opposte — un pattern discordante che il sistema nervoso centrale deve costantemente compensare per mantenere una visione singola.
Questo sforzo continuo di compensazione è invisibile — il bambino vede, apparentemente senza problemi — ma ha un costo enorme in termini di affaticamento attentivo, difficoltà di concentrazione e rendimento scolastico.
Nei bambini con espansore palatale, la deviazione verticale dell’asse potrebbe compromettere la stabilità della fissazione foveale, creando un circolo disfunzionale: lo spostamento meccanico del pavimento orbitario altera l’asse, l’alterazione dell’asse destabilizza la fissazione, la fissazione instabile si manifesta come disprassia oculare.
Implicazioni cliniche: una domanda, non una risposta
La presente osservazione non dimostra un nesso causale. Ciò che si propone è una domanda clinica che merita una risposta strutturata.
Se le forze ortopediche dell’espansione palatale modificano la geometria orbitaria — come la letteratura suggerisce — è ragionevole chiedersi se queste modificazioni abbiano un impatto misurabile sull’asse visivo e sulla funzione visiva del bambino.
Le implicazioni riguardano più figure professionali:
Per l’ortodontista: una valutazione dell’asse visivo prima e dopo l’espansione palatale potrebbe diventare parte del protocollo.
Per l’optometrista funzionale: la presenza di un espansore palatale dovrebbe essere un dato anamnestico di routine.
Per l’oculista: la consapevolezza che una forza ortopedica extraoculare può modificare l’allineamento pupillare arricchisce il quadro diagnostico.
Per il pediatra: nel bambino che porta l’espansore e manifesta difficoltà di concentrazione o affaticamento visivo, una valutazione visiva funzionale potrebbe rivelare la causa.
Proposta: verso uno studio controllato
Si propone uno studio prospettico controllato con misurazione dell’asse visivo con 2WIN prima, durante e dopo l’applicazione dell’espansore palatale, con gruppo di controllo della stessa età e contesto scolastico.
Lo strumento c’è: il 2WIN fornisce dati oggettivi, ripetibili, non invasivi, in meno di un minuto. La collaborazione tra ortodontista, optometrista funzionale e oculista è la chiave.
Riferimenti
Spigno E. Occhio, cervello & corpo. L’Oculista Italiano, novembre 2025.
Giannì AB et al. An adolescent treated with rapid maxillary expansion presenting with strabismus: a case report. Journal of Medical Case Reports. 2013;7:222.
Articolo proposto a L’Oculista Italiano — Agosto 2026
Elena Spigno — Optometrista funzionale, Psicomotricista — Associazione “Per Piccoli Passi” Sardegna ODV
