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Cos’è la Disprassia
La disprassia è un disturbo del neurosviluppo che riguarda la capacità di pianificare, coordinare ed eseguire movimenti volontari. Non è pigrizia, non è disattenzione, non è scarsa volontà: è una difficoltà neurologica reale, spesso invisibile, che impatta profondamente la vita quotidiana del bambino e della sua famiglia.
Il DSM-5 la include nei Disturbi del Neurosviluppo con il nome di Disturbo dello Sviluppo della Coordinazione (DCD), mentre l’ICD-11 (in vigore dal 2022) le assegna il codice 6A04, descrivendola come un disturbo caratterizzato da significativo ritardo nell’acquisizione delle abilità motorie, con goffaggine, lentezza e imprecisione nei movimenti.
Cosa osserviamo nei bambini con disprassia
- Difficoltà nei movimenti quotidiani: allacciarsi le scarpe, usare le posate, andare in bici
- Scrittura faticosa e imprecisa
- Perdita del segno durante la lettura
- Difficoltà di coordinazione nello sport
- Facile stancabilità e frustrazione
- Difficoltà nell’organizzazione e nella pianificazione
Il legame con la visione: la disprassia oculare
Uno degli aspetti più sottovalutati della disprassia è il suo legame con la funzione visiva. Avere 10/10 di acuità visiva non significa avere una visione funzionale completa.
I bambini con disprassia presentano spesso una disprassia oculare: difficoltà nella convergenza degli occhi, nei movimenti di inseguimento visivo e nella coordinazione oculomotoria. Questo causa difficoltà nella lettura, nella scrittura e nell’apprendimento, anche in presenza di occhi perfettamente sani.
La nostra ricerca: 8 anni di dati (2018–2025)
L’associazione Per Piccoli Passi Sardegna ODV ha condotto uno screening visivo su 296 bambini e adolescenti tra i 3 e i 18 anni nel periodo 2018–2025. I risultati sono chiari e inequivocabili:
- 91,9% dei soggetti presentava alterazioni negli inseguimenti visivi
- 100% dei soggetti esaminati nel 2025 mostrava anomalie alla convergenza
- 39,1% non aveva alcuna diagnosi pregressa, ma presentava comunque disfunzioni visive significative
Questi dati dimostrano che le disfunzioni visive funzionali sono estremamente diffuse nei bambini con difficoltà di apprendimento, e spesso non vengono identificate nei percorsi diagnostici tradizionali. La fascia d’età più colpita è quella dei 7-8 anni, proprio quando inizia l’apprendimento formale della lettura e della scrittura.
